Poschiavo com’era: mostra in otto tappe
Non semplicemente vecchie fotografie, ma un viaggio nel tempo in continuo confronto fra ieri e oggi, evidenziando somiglianze e differenze, continuità e discontinuità, permanenze o cambiamenti, grazie all’’accurato allestimento che mette a confronto un angolo di borgo immortalato in una vecchia foto con lo stesso angolo fotografato oggi: la mostra "Poschiavo com’era”, inaugurata venerdì 11 luglio e aperta fino al 20 settembre, fa assaporare la “cultura della costruzione e sostenibilità” che Patrimonio Svizzero ha elencato fra le motivazioni per il Premio Wakker assegnato a Poschiavo.
A dare inizio a una serie di iniziative che celebrano un traguardo a lungo desiderato, in attesa della cerimonia ufficiale del 23 agosto, il Comune ha infatti voluto affidare all’associazione iStoria, che con la collaborazione della popolazione da più di dieci anni raccoglie e digitalizza foto storiche della Valposchiavo, il compito di illustrare attraverso le immagini le motivazioni che hanno portato Patrimonio Svizzero a insignire Poschiavo di questo importante riconoscimento.
E allora ci lasciamo condurre dai totem numerati e corredati dalle interessanti spiegazioni preparate dalla Società Storica, nella persona di Daniele Papacella, che ha collaborato all’allestimento della mostra. Le immagini parlano dei cambiamenti nel volto del borgo, nei modi di produzione antichi e nell’abbigliamento e sono testimoni di un mondo rurale dove al primo posto c’era la praticità, declinata in semplicità e robustezza. Immagini che raccontano un borgo che, mentre affrontava la sfida della modernità, ha saputo abbellirsi e mantenere nel contempo una precisa identità di paese di montagna, dotandosi di tutte le comodità senza cedere alla tentazione di imitare la città.
In occasione dell’inaugurazione Alessandra Jochum Siccardi e Pierluigi Crameri spiegano che il percorso preparato vuole illustrare ciò che Patrimonio Svizzero ha rilevato: la capacità di Poschiavo di sfruttare la propria posizione periferica rispetto alla Svizzera facendo diventare quello che è uno svantaggio in un punto di forza. Anche per questo Poschiavo può essere fiera di aver valorizzato quegli aspetti peculiari che oggi, in controtendenza rispetto allo spopolamento dei paesi di montagna, lo rendono “un paese che vive e in cui si vive bene”.
Un borgo che non guarda solo al passato e al presente, ma anche al futuro, utilizzando sempre come bussola “tradizione, progresso e senso del bene comune”, come ha tenuto a sottolineare in apertura della cerimonia di inaugurazione Nicola Passini, coordinatore delle celebrazioni per il Premio Wakker. Passini invita a partecipare alle altre iniziative che traghetteranno Poschiavo verso il 23 agosto, quando Poschiavo riceverà ufficialmente il Premio. “Sarà una giornata speciale, con un programma coinvolgente” assicura Passini, che prosegue: “Per rendere l’occasione ancora più conviviale, sarà anche possibile pranzare tutti insieme in piazza e lungo la via da Mezz”, come già proposto nel corso della celebrazione dei 500 anni del Libero Stato delle Tre Leghe lo scorso settembre. La giornata del 23 agosto sarà coronata da una festa aperta a tutti a “La Calchera” organizzata dal Circolo Giovanile di Prada.
A giudizio di iSTORIA questa è una mostra adatta a tutti: ai visitatori, che possono vivere in modo più consapevole la propria esperienza turistica, e ai poschiavini, per cui aggiunge un tassello importante alla conoscenza delle proprie radici. Aggiungiamo che può essere una grandiosa palestra di studio storico per gli scolari, un'occasione preziosa per acquisire in modo concreto e potente concetti utili per gli studi futuri e per riflettere in modo incisivo su territorio, risorse, paesaggio.











