ChatGPT Image 16 Apr 2025 16 36 22 2bdfb

Il segreto dell’uovo d’oro

Era la mattina di Pasqua, e nel piccolo paese di Monteluna l’aria profumava di primavera. I bambini correvano nei giardini con i cestini intrecciati, alla ricerca delle uova colorate che il Coniglio Pasquale aveva nascosto. Ma in quella giornata festosa, un mistero si stava per svelare.

Lina, otto anni, capelli ricci e occhi curiosi, aveva ricevuto un bigliettino strano sotto il suo cuscino:
"Chi trova l’uovo d’oro, scoprirà un dono prezioso. Segui le impronte, ma usa il cuore."
Sotto la firma c’era disegnato un coniglietto che strizzava l’occhio.

Con il biglietto stretto in mano e il cestino vuoto, Lina scese le scale di corsa e uscì in giardino. Gli altri bambini cercavano uova di cioccolato tra le siepi, ma lei notò qualcosa di diverso: piccole impronte colorate sul vialetto, come se qualcuno avesse camminato con i piedi sporchi di tempera.

Le seguì con attenzione. Le impronte la portarono oltre il cancello, attraverso il prato fiorito dietro la chiesa e su per la collina dove si trovava il vecchio ulivo. Nessuno andava più lì da anni, dicevano che fosse solo un albero secco. Ma quella mattina, tra le sue radici, Lina vide qualcosa brillare.

Era un uovo, ma non uno qualunque: era grande, dorato, decorato con disegni minuscoli che cambiavano a seconda della luce. Tremando per l’emozione, lo prese tra le mani. Era leggero, e sembrava pulsare come un cuore.

Appena lo toccò, il cielo sembrò farsi più azzurro, e un suono dolce, come campanellini lontani, riempì l’aria. L’uovo si aprì in due con un lieve “clic”, rivelando all’interno un piccolo rotolo di pergamena.

Lina lo srotolò. C’era scritto:
"Il vero dono è la gentilezza che doni. Va’ e dividilo."

Confusa ma felice, Lina tornò al villaggio con l’uovo in mano. I bambini accorsero curiosi, e lei raccontò tutto. Invece di tenerlo solo per sé, propose di usarlo per fare qualcosa insieme. Con l’aiuto di tutti, organizzarono una piccola festa in piazza per chi era solo o triste: prepararono dolci, distribuirono uova anche a chi non aveva nulla, e riempirono la giornata di risate e giochi.

Quella sera, l’uovo d’oro fu lasciato sotto l’ulivo, dove aveva aspettato per anni. Ma si dice che da quel giorno, ogni Pasqua, un bambino riceva un messaggio simile. E ogni volta che l’uovo viene trovato e condiviso, il paese diventa un po’ più luminoso.

Perché a Monteluna, il miracolo della Pasqua non era fatto di magie o conigli che portano dolci. Era fatto di piccoli gesti, di mani che si tendono e sorrisi che si accendono. E di un segreto che solo i cuori puri riescono a capire: la felicità è vera solo se condivisa.

Grigione Antonio Platz
Antonio Platz
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